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Anatol
di Arthur Schnitzler
regia di Federica Tatulli. Stagione 2008-2009

SCENE Cinzia di Puppo

COSTUMI  Mariella D'Amico

DISEGNO LUCI Luca Barbati

MUSICHE Enrica Sciandrone

REGISTA ASSISTENTE Emilia Tafaro

DIRETTORE DI SCENA Diane Rusk

con (in ordine di apparizione):

Alessandro Mancini                              Anatol3ritaglio.JPG
Elisabetta Rizzo                              
Eleonora Leone           
Sonia Cossettini          
Marielle Gautier            
Paolo Lolicata             
Flavio  Anzidei             
Laura Poveromo                                            
Francesco Rossini                                         
Marta Gandini              
Alessandro Musto                                         
Alessandra Verna



La trama

Otto scene, scritte da Schnitzler tra il 1886 al 1891, strettamente annodate intorno alla figura di Anatol, una sorta di allegro e malinconico viveur della Vienna di fine Ottocento, che ama più l’amore che le donne, e pur non ignorando il vuoto che cova nella sua anima, risolve tutta la sua vita in episodi sorridenti.
Ognuna delle otto scene è drammaturgicamente autonoma, brevi atti unici in cui i due personaggi maschili, Anatol e l’amico Max, sono sempre gli stessi,  variano  invece quelli femminili: una volta sarà Anatol a consumare l’inganno ai danni di una non sempre ingenua fanciulla, altrove sarà quest’ultima a fare di lui il bersaglio della propria vendetta e così via…
Come più tardi in "Girotondo", è l’insieme delle otto situazioni che fa emergere i significati profondi del testo.
Le scene si intitolano: Acquisti di Natale, Cena d'addio, La dolce fanciulla, Episodio, L’avventura della sua vita, Agonia, La domanda al destino, Le nozze di Anatol.
Questa disposizione non corrisponde al periodo di composizione degli episodi, ma è un ordine scelto per l'attuale messinscena.

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Lo spettacolo

Se scaviamo nella forma elegante, estremamente divertente e ben confezionata di questi dialoghi schinitzleriani, troviamo un oggetto di indagine assai complesso: l’amore non come realtà umana complessiva e articolata, bensì come condizione immediatamente soggettiva.
“Basta un colore a trasformare il mondo intero”, teorizza Anatol, e il critico Paolo Chiarini a buon diritto lo definisce una sorta di impressionista dell’esistenza.  
Attualizzando la tematica, togliendo velluti e salotti di fine Ottocento, trasportando le vicende di Anatol e del suo doppio Max nel mondo di oggi, vedendo muovere sul palco non uno ma tanti Anatol (il personaggio verrà via via interpretato da più attori), conservando nelle singole scene (e si finirà con l’esaltarlo!) sia il linguaggio scnitzleriano, che la struttura della pièce bien fait,  ecco che ad “Anatol” succede qualcosa di assai significativo: il testo rivela la sua forza dirompente e una  strabiliante attualità, e le doti di Anatol (la sua debolezza, le sue menzogne, il narcisistico compiacimento di se’, la sua incapacità di assumere responsabilità precise, il suo velleitarismo filosofico etc) si universalizzano. Noi vi ritroviamo un po’ noi stessi. E siccome siamo a teatro, ne ridiamo. Federica Tatulli

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COSTUMI  Mariella D'Amico

DISEGNO LUCI Luca Barbati

MUSICHE Enrica Sciandrone

REGISTA ASSISTENTE Emilia Tafaro

DIRETTORE DI SCENA Diane Rusk

L’Orangerie, Teatro dell’Accademia
Via Alessandro Volta, 41a - 00127 Roma Testaccio (Rm)
Tel. / Fax 06/853709211
E-mail:
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