SCENE Maurizio Moretti e Federica De MarcoCOSTUMI Mariella D'Amico DISEGNO LUCI Luca Barbati DIRETTORE DI SCENA Diane Rusk ASSISTENTI ALLA REGIA Valeria Cocco & Orsetta Paolillo Personaggi e interpreti:
Il Padre - Maurizio Greco La Madre - Maria Antonietta D'Erme La Figliastra - Loredana D'Agruma Il Figlio - Michele Amoroso La Bambina - Martina Sperotto Il Giovinetto - Andrea Piezzo Madama Pace - Tullia Di NardoIl Capocomico - Romano Talevi La Prima Attrice - Sabrina Dodaro Il Primo Attore - Gianleo Licata Il Direttore di Scena - Salvatore Costa Il Macchinista - Antonio RolloAltri attori:Valeria Borellini Chiara Calabrese Jessica Laurenza Giorgia Parnasso Orazio Sagone Niccolò TabanelliMusicisti:Chitarra: Ugo Maurino Chitarra: Andrea Lorenzo Chitarra: Jonathan Maroncelli Tastiera: Matteo Ciocci Fisarmonica: Donatello Salamina Tromba: Krysztof Bulzacki BoguckiTrama
“Sei personaggi in cerca d’autore”, il titolo stesso di quest’opera, uno dei drammi più noti di Luigi Pirandello, narra già la trama. Il tutto ha inizio in un teatro spoglio, una qualunque sala prove in cui si ritrovano tutti i componenti di una compagnia teatrale pronti ad iniziare le prove del prossimo spettacolo. Tutto procede come dovrebbe fin quando la prova viene interrotta dall’arrivo dei sei personaggi i quali vorrebbero veder rappresentata sulla scena la loro storia, il loro dramma: prima un autore ha donato loro la vita e poi li ha rifiutati ed abbandonati nonostante la loro volontà di voler vedere terminata la loro vicenda. Inizia così la narrazione di tale vicenda. Una strana storia di tradimenti, figli e figliastre, case d’appuntamenti e incesti quasi compiuti. La narrazione porta il capocomico della compagnia alla decisione di abbandonare le prove iniziali per concentrarsi su questa nuova opera, si distribuiscono le parti e si ricreano gli ambienti quando avviene ancora dall’esterno un nuovo arrivo: Madama Pace. Gli attori iniziano a provare, ma il tentativo non convince i personaggi convinti di essere i soli a poter interpretare i ruoli loro affidati. Lo spettacolo“…non si dà vita invano a un personaggio. Creature del mio spirito, quei sei già vivevano d’una vita che era la loro propria e non più mia, d’una vita che non era più in mio potere negar loro”. Nella prefazione all’opera l’autore descrive la sua volontà di non limitarsi a rappresentare delle figure per il solo gusto di rappresentarle, a narrare delle vicende per il solo gusto di narrarle a descrivere un paesaggio per il solo gusto di descriverlo, ma della sua necessità di ricercare sempre l’appagamento di un profondo bisogno spirituale che non ammette figure, vicende e paesaggi che non s’imbevano di un particolare senso della vita, che non acquistino un valore universale. La ricerca di una natura più propriamente filosofica. Pirandello descrive come sia inappagabile il bisogno spirituale se non in vista di un concetto che si fa o cerca di farsi immagine. Il tentativo di questa messinscena sarà appagare quel bisogno spirituale, ironicamente e con leggerezza. Giancarlo Fares

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