| La Trama
La papessa Giovanna, secondo la leggenda, fu una donna inglese, educata a Magonza e vestita in abiti maschili, che a causa della natura convincente del suo travestimento divenne un monaco con il nome di Johannes Anglicus. Venne eletta dopo la morte di Papa Leone IV (17 luglio 855) in un’epoca in cui il metodo di selezione dei Papi era fortuito. Prese il nome di Papa Giovanni VIII.

Durante la processione di Pasqua, nei pressi della Basilica di San Clemente, la folla entusiasta si strinse attorno al cavallo che portava il pontefice. Il cavallò reagì, quasi provocando un incidente. La Papessa che era in incinta ebbe un travaglio prematuro. Scoperto il segreto, la Papessa Giovanna venne trascinata per i piedi da un cavallo, attraverso le strade di Roma, e lapidata a morte dalla folla inferocita. Venne sepolta nella strada dove la sua vera identità era stata svelata, tra San Giovanni in Laterano e la Basilica di San Pietro.
Maria Sofia nacque a Possenhofen in Baviera nel 1841. Figlia di Massimo Duca di Baviera e di Ludovica di Wittelsbach, era quinta di nove figli. Tra le altre sorelle la più famosa fu certamente Elisabetta di Baviera (principessa Sissi), che andò in moglie nel 1854 all'allora ventiquattrenne Francesco Giuseppe d'Asburgo, Imperatore dell'Impero Austro-Ungarico. Dal padre apprese l'amore per la natura, la caccia, i cani, i pappagalli e i cavalli. 
Era una persona di carattere aperto, entrava subito in familiarità con tutti. Nel 1858, a soli 17 anni, venne promessa in sposa al giovane erede al trono del Regno delle Due Sicilie Francesco di Borbone Duca di Calabria, che conobbe inizialmente solo attraverso l'immagine di una miniatura. Il matrimonio serviva a rafforzare il legame tra le corone degli Asburgo d'Austria e i Borboni di Napoli. Divenne regina a soli 18 anni al fianco di Francesco II, allora 23enne, nel 1859, fino alla capitolazione di Gaeta avvenuta il 13 febbraio 1861. Fino al 1870 visse in Roma da esule assieme al marito in Palazzo Farnese, progettando la riconquista del regno perduto. Durante tale permanenza ebbe una figlia, Maria Cristina, che purtroppo ebbe vita breve e morì a soli tre mesi, nel marzo 1870. In seguito andò a vivere a Parigi e rimasta vedova, si trasferì nella residenza di Neully-sur-Seine e infine a Monaco, dove morì nel 1925. Marozia, figlia amatissima di Teodora e di Teofilatto, nacque a Roma (892 ca. - 936 ca.). Passò alla storia per aver continuato l'opera ambiziosa intrapresa dalla madre, ovvero dominare Roma e la Chiesa dell'anno Mille, in un periodo di grande decandenza morale. 
Si racconta che fosse una donna molto bella e spregiudicata. Nonostante fosse analfabeta come la madre, con la sua astuzia e la sua seduzione Marozia, attraverso ben tre matrimoni politici ed una relazione adulterina vissuta alla luce del sole con papa Giovanni X, riuscì a giostrarsi tra forti alleanze e potenti amicizie per costruire il suo smisurato potere. Difatti, fece di tutto per imporre sul trono pontificio ben tre papi: papa Leone VI, papa Stefano VII e papa Giovanni XI. Quest'ultimo era suo figlio avuto da una relazione extraconiugale con il papa Sergio III, suo cugino. Giovanni XI, essendo di carattere debole, fu uno strumento facile nelle mani di Marozia, tanto che fu considerata il vero pontefice di Roma. … Cristina di Svezia nacque nel castello reale di Stoccolma nel 1626, figlia del re Gustavo Adolfo II. Unica erede, ereditò la corona a soli 6 anni. Personalità ricca e complessa, dotata di grande intelligenza, di straordinario temperamento, di un forte senso del proprio ruolo, naturalmente assolutista, a vent'anni cominciò ad entrare in rotta di collisione con il Cancelliere e la Reggenza, che puntavano ormai a darle marito per assicurare alla Svezia un vero re. 
Cristina non si rassegnò all'idea di passare in seconda linea. Si dice che lei stessa, a 6 anni, abbia detto a chi le parlava del suo futuro marito: "Io non morirò zitella, morirò scapolo!". E al Senato, che nel 1649 la sollecitava di nuovo al matrimonio, rispose chiaramente. ".. il matrimonio implica delle soggezioni alle quali io non mi sento in grado di sottostare, e non posso prevedere quando sarò in grado di vincere questa ripugnanza". Ma per sottrarsi a queste pressioni, Cristina dichiarò principe ereditario il cugino Gustavo Adolfo, il 10 marzo 1649, fino a quando nel 1654 fu costretta ad annunciare la propria irrevocabile abdicazione riguadagnando la propria libertà. Il suo stile di vita sembrò all'epoca assai mascolino, e il gossip contemporaneo le attribuì costantemente comportamenti libertini, sia prima che dopo la conversione al cattolicesimo. Tuttavia la giovane regina Cristina ebbe due grandi passioni "alte": la pace e la cultura. A Roma scelse di insediarsi nel bel Palazzo Riario alla Lungara, il cui grande parco (attualmente sede dell'Orto Botanico di Roma) saliva fino in cima al Gianicolo. Qui Cristina, che non rinunciò mai al titolo di regina, installò la sua piccola corte, base di intrighi, viaggi diplomatici, feste e avventure galanti, ma anche di vaste relazioni intellettuali. Morì nel 1689. Una strana follia di Paola Moretti, Marozia la scostumata di Luciana Lippi, Processo alla Regina di Eva Franchi, Maria Sofia di Borbone, una regina in esilio di Maria Sandias: attraverso l’opera di giovani autrici contemporanee, quattro donne celebri (che la Storia ricorda con parole non loro) tornano, per raccontare con la loro voce la loro storia sulla scena, nella città che le ospitò per un periodo della loro vita… |